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ANGOLO POETICO
 
CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO DELL’ARRUOLAMENTO IN MARINA DEL CORSO 1959.
 
Settembre 2009




PREMESSA
 

Se a Venezia tutti insieme possiamo andare,
due persone noi dobbiamo ringraziare,
veramente di cuore:
Aldo DE MAIO e Luigi BUONOCORE.
 
A loro va l’elogio e il pensiero nostro
Perché con spirito tenace e sincero,
hanno pensato, voluto e proposto
che questo incontro ci fosse ad ogni costo.
 
Quelli del “Corso 59” sono tanti,
li hanno contattati tutti quanti,
dapprima con lettere e telefonate
e poi hanno aperto un sito,
ma molti non hanno aderito.
 
Per loro ci dispiace assai,
speriamo di incontrarli ormai
alla prossima riunione
che è già in via di organizzazione.
 
 
I RAGAZZI DEL CORSO 59
Su un grande manifesto
con una bella nave sullo sfondo
c’era scritto: “Vieni in Marina,
girerai il mondo”!
 
I ragazzi del 59 in fondo in fondo,
volevano veramente girare il mondo.
Senza pensieri e senza affanni
e con l’entusiasmo dei loro anni.
 
La prospettiva era molto bella,
ma nei loro cuori non avevano solo quella!
Dei marinai volevano diventare
e il cuore di tante ragazze conquistare.
 
Arrivarono a Venezia
da molti luoghi provenienti,
un po’ baldanzosi,
un po’ spauriti ,
un po’ incoscienti.
Si incontrarono, si presentarono
e ben presto amici diventarono,
 
Gli inizi non furono facili veramente:
studio, impegno, corvè e punizione,
non era la solita canzone,
bisognava impegnarsi assiduamente.
 
Ma per loro che guardavano al futuro,
tutto questo non fu poi così duro!
 
E anche per la guardia
di notte, la più pesante,
tutti speravano di avere
un po’ di fortuna,
di incontrare
la figlia dell’Aiutante
e soprattutto che in cielo
non ci fosse la luna.
Tra una colazione,
un pranzo e una sigaretta,
il tempo passava,
passava in fretta.
 
Di soldi in tasca ce ne erano pochi
ma a loro non importava, bastava
che in libera uscita si andava.
 
Ma non era impresa facile
In libera uscita andare,
degli ostacoli bisognava superare:
dapprima l’ispezione
e poi del Corpo di Guardia l’approvazione;
solo quando erano al di qua del ponticello
potevano rilassarsi: oh che bello!
 
Erano finalmente liberi di sognare,
la bella città di Venezia visitare
e per di qua e là andare.
 
Bella età del tempo che fu
e che purtroppo non ritornerà mai più!
Cinquantanni hanno fatto in fretta a passare
ma i ragazzi del Corso 59 sanno ancora sognare!
 
CINQUANT’ANNI
 
Il cinquantenario festeggiamo
del nostro arruolamento in Marina,
il ’59 non è una data vicina
ma tutti molto bene la ricordiamo.
 
Mi capita di sognare alle volte,
per fortuna non sono molte,
ma più che sognare è un ricordare
i primi e per me più importanti momenti
della mia vita da militare.
 
A diciott’anni ho lasciato
la mia casa, la mia terra, la mia gente,
ho preso la nave,
sono sbarcato in Continente.
Con il treno a Venezia sono arrivato,
lì tanti altri ragazzi come me ho incontrato.
Venivamo da diversi paesi,
tutti eravamo un po’ stanchi e un po’ sorpresi:
ci guardavamo intorno, eravamo tanti,
con un sogno nel cuore tutti quanti!
 
Eravamo pronti ad affrontare ogni cosa
ed a impegnarci senza posa:
avremmo lavorato, lottato e sofferto con onore
per conquistare un futuro migliore.
 
Molti di noi ci sono riusciti,
ma come è cambiata la nostra vita!
Prima eravamo giovani, liberi e spensierati,
poi pian piano sempre più assennati.
 
Siamo quindi cresciuti,
abbiamo lavorato e navigato,
ci siamo sposati,
abbiamo viaggiato.
Anche i nostri figli sono cresciuti,
sono andati a scuola,
si sono laureati
e quasi tutti si sono sposati.
 
Ma io non ho mai dimenticato
quando a 18 anni ho lasciato
la mia casa, la mia terra, la mia gente,
su una nave sono salito,
sono sbarcato in Continente.
 
IL VIAGGIO
 
Questo viaggio si deve fare,
a Venezia dobbiamo andare
per festeggiare i 50 anni
in allegria tutti quanti!
 
Veniamo dal Lazio e dalla Puglia,
dalla Sardegna e dalla Sicilia,
dalla Campania, dalla Romagna e dalla Liguria,
veniamo da tutta l’Italia.
Da molto tempo ci conosciamo,
siamo felici quando ci incontriamo
e anche negli anni passati
molte volte ci siamo ritrovati.
 
Ma nei nostri incontri
C’è sempre un momento molto triste,
quando si fa l’appello
e alcuni nomi mancano nella lista,
 
Purtroppo non possiamo farci niente,
ma ricordiamo il loro volto sorridente
dell’ultima volta che li abbiamo incontrati,
quando tutti insieme eravamo felici e contenti.
 
E per essere un po’ ottimisti
ed essendo bello esserci rivisti
alla prossima gita da fare
dovremmo tutti ora pensare.
 
 
1959: DIARIO DI UN GIORNO QUALUNQUE
 
Sento un suono lungo e forte
che risuona nella notte
è la tromba del primo mattino
che ci dice: vi dovete alzar!
 
Sono già le sei: scendo dal letto,
mi precipito giù di sotto,
siamo tutti a dorso nudo,
ci laviamo in un minuto.
 
Vorrei fare tutto più in fretta,
con i pantaloncini e le scarpette,
la ginnastica è presto fatta
ma poi aspetto l’ispezione
che la solita punizione
a chi tocca deve dar.
 
Devo fare dei giri di campo,
devo fare delle flessioni,
farò poi la colazione,
prima che inizi la lezione.
 
Le aule sono tante,
vicine tutte quante,
ogni “Corso” ha le sue sezioni
divise per “Specializzazioni”.
 
Anche le materie sono tante,
divise in sei ore,
le ore sono di minuti 50
e poi c’è la ricreazione.
 
Mi spetta un panino
con mortadella o formaggio,
a me sembra molto piccino
e con un boccone me lo mangio.
 
I miei compagni fanno altrettanto
E poi rientriamo tutti quanti,
mi siedo nel banco ed ascoltando il Professore
pian piano passano le ore.
 
Arriva l’ora di pranzo,
siamo in 10 a tavolino
e seguiamo le istruzioni
il bidonaio ci versa il vino,
il caporancio fa le porzioni:
mangio tutto senza pretese
e quando la pancia è riempita,
sembra più bella anche la vita!
 
A chi tocca lavare i piatti?
Oh, pardon, le gamelle?
Come è difficile lavarle quelle!
Con acqua fredda e saponina!
 
Tocca a me, sono io
Oggi il gamellaio,
meglio spicciarsi o sono guai,
se arrivo in ritardo per studiar!
Per fortuna c’è ancora un’ora,
alle tre devo rientrar.
 
Faccio tutto presto presto,
lavo, sciacquo e metto a posto,
mi dirigo verso lo studio,
è ora di cominciar.
 
Quattro ore sono lunghe da passare,
ma io ho i compiti da fare
e tante materie da studiar:
Italiano, IMM, Geografia,
Matematica, Storia e Dattilografia
e poi un brano e una poesia.,
tutto questo da imparar!
 
Quando arrivano le sette
tutto è in ordine, tutto è a posto,
lascio lo studio, lascio il mio posto,
sono pronto per andare a cenar.
 
Questa notte di guardia sarò,
è meglio che mi riposi un po’,
restare sveglio io dovrò
o in prigione finirò.
 
Sto aspettando con impazienza,
che arrivi domani: giovedì,
il pomeriggio non passerò qui
ma in franchigia io sarò.
 
Anche per Domenica,
ho un programmino speciale,
spero che resterà tale,
per potermi divertir.
 
Però, amici, facciamo attenzione,
non becchiamoci la punizione
altrimenti consegnati restiamo
e i lavori più difficili fare dobbiamo,
 
Ci faranno pulire i bagni,
le stanze e le cucine,
i corridoi ed i cortili
e la ramazza ci faranno passar.
 
Mi preparo quindi per uscire,
controllo ogni cosa, ogni dettaglio,
niente mi deve sfuggire:
la divisa è bianca e stirata,
le scarpe bianche e lucidate,
bianco è il cappello,
ho smacchiato anche quello,
tutto è a posto, posso andar!
 
Passo l’ispezione:
nessuna obiezione;
incontro Ufficiali e Sottufficiali,
faccio loro il saluto militare;
ho superato il Corpo di Guardia:
nessuna punizione!
Bene! Valuto la situazione:
è l’ora della libertà.
 
Con gli amici, fratelli di corso,
verso il centro ci incamminiamo,
poi ridiamo e scherziamo
e anche il portiere d’albergo salutiamo!!!
 
 
24.09.2009 – VERSO IL NORD
 
Questo giorno da tempo lo aspettavamo,
finalmente è arrivato,
un bel viaggio è programmato,
tanti bei posti dobbiamo visitar.
 
A Settebagni è l’appuntamento,
ma non ci arriviamo in un momento,
alcune ore devono passare
per poter qui arrivare.
 
Da diversi luoghi veniamo,
un po’ alla volta arriviamo,
qui ci incontriamo,
baci, abbracci e commozione,
felice di essere qua.
 
L’autobus che viene da Napoli aspettiamo,
appena arriva saliamo,
tutti gli altri salutiamo,
il viaggio incominciamo,
verso il Nord si va.
 
Non sarà un viaggio corto,
alcune soste dobbiamo fare,
al ristorante ci dobbiamo fermare,
nei pressi di Firenze esso sta.
 
Il ristorante è a Cadenzano,
dall’autostrada non è lontano,
ci arriviamo piano piano,
tutto è pronto per pranzar.
 
 
IL MENU
 
Antipasto alla Toscana,
pennette in salsa piccante,
risotto con funghi,
arrosto con patate
e una ciotola di insalata.
Infine:
il dolce ed il caffè,
 
Per le quattro siamo pronti
Il viaggio a continuar,
la strada è ancora lunga,
a Levico dobbiamo arrivar.
 
Qui verso le nove arriviamo,
abbastanza in fretta scendiamo,
nelle nostre camere saliamo 
e le nostre cose sistemiamo.
 
Anche se si è fatto tardi assai
e siamo stanchi ormai,
dopo cena una passeggiata facciamo,
abbiamo ancora voglia di parlar.
 
Ma poco dopo ritorniamo,
ci salutiamo, a letto subito andiamo
e di ben dormir speriamo.
 
25.09.2009 - MATTINO



 
Ci alziamo verso le otto,
scendiamo giù di sotto,
facciamo colazione,
molto desta è la nostra attenzione.
 
Facciamo quindi una passeggiata
che si trasforma in una bella camminata,
attraverso di Levico le stradine,
guardando le vetrine.
 
Qualcosa compriamo,
qualche foto facciamo 
e poi pian piano rientriamo,
è quasi l’ora di pranzar.
 
 
POMERIGGIO A MAROSTICA



 
Dopo pranzo prendiamo il caffè,
sono già quasi le tre,
a Marostica dobbiamo andare 
e la cittadina visitare.
 
Fuori usciamo, con gioia notiamo
che è una bella giornata veramente,
siamo ormai a fine Settembre 
ma la temperatura è dolce e clemente.
 
Percorriamo la Valle del Brenta,
c’è un panorama mozzafiato,
montagne da ogni lato 
e il fiume che scende giù lentamente.
 
Siamo già a Piazza Castello,
un luogo proprio unico e bello,
alle spalle c’è il Castello Inferiore,
di fronte, sulla montagna il Castello Superiore.
 
La cittadina è circondata 
da mura medievali, tutte di merli orlate
e nel centro c’è una grande piazza quadrata
con una scacchiera disegnata.
 
Il castello è del 1300
 e racchiude un “Mastio” di epoca precedente.
Per secoli era la prigione,
ora è adibito ad altra funzione.
 
Gli scalini sono tanti,
li saliamo tutti quanti,
in ambienti diversi ci soffermiamo,
storia e leggende di questi luoghi ascoltiamo.
 
Ma la leggenda la più bella
per cui in tutto il mondo
questo paese è conosciuto,
ha radici molto profonde,
fino all’alto ‘500.
 
Di due Principi si racconta,
che entrambi una pulzella volevan sposare,
a Scacchi si vollero sfidare
per il vincitore designare.
 
Era abitudine in quei tempi,
sfidarsi con le armi a singolar tenzone,
furono precursori loro invece
di nuovi tempi e di pace.
 
26.09.2009 - VENEZIA



 
Alle sei del mattino il telefono squilla già,
è la sveglia mattutina
che ci dice:forza, su, ti devi alzar!
 
Ci alziamo, ci laviamo, ci vestiamo,
in fretta, in fretta giù scendiamo,
la colazione dobbiamo far.
 
Perché impazienti noi siamo?
Perché così presto noi partiamo?
Questo è presto detto:
c’è Venezia che ci aspetta.
 
La Valle del Brenta attraversiamo,
Bassano, Marostica ed altri paesi passiamo
e sempre più in là noi andiamo
a Venezia dobbiamo arrivar.
Siamo sul Molo dopo le nove,
molti al bagno devono andare,
ma a Venezia, per una Delibera Comunale,
un Euro e mezzo devono pagare!
Il vaporetto già ci aspetta,
ci imbarchiamo uno alla volta con precauzione,
la barca oscilla: facciamo attenzione!
 
Per un grande canale navighiamo,
no, non è il Canal Grande,
ma sta lì vicino,
verso il “Morosini“ ci dirigiamo,
proprio lì dobbiamo andar.
 
Ci arriviamo in poco tempo,
scendiamo piano piano,
c’è un parco, c’è un viale,
e in fondo a quello un ponticello:
le Scuole sono al di là.
 
Nei nostri ricordi il ponticello
era un po’ più strettino,
un po’ più scuretto
e un po’ più bruttino.
 
Sul ponticello ora siamo,
gli occhi noi chiudiamo,
tante scene e tanti momenti rivediamo,
no, non siamo più nel 2009,
siamo tornati al ’59.
 
1 – Siamo davanti al Corpo di Guardia,
tutti lindi, tutti puliti,
tutti insieme, tutti riuniti,
in franchigia ci piacerebbe andar.
Ma questo posto è un vero baluardo,
difficile da oltrepassar!
 
2 – E adesso le barche sono già pronte,
verso il mare le spingiamo,
ci sediamo,  poi remiamo,
a vogare dobbiamo imparar!
 
3 – Sono le sei, dai cameroni scendiamo,
ci laviamo, la ginnastica facciamo
e nel campo sportivo ci alleniamo.
Ora siamo sul campo schierati
per la solite ispezioni,
siamo tutti allineati
e arrivano le solite punizioni:
i giri di campo e le flessioni.
 
4 – E nella Ghia che stiamo facendo?
Insaponiamo e poi sciacquiamo,
i nostri indumenti laviamo e stendiamo,
sempre ben bianchi devono star”!
 
5 – E’ questa qui la nostra sezione,
è mattino di un giorno di scuola,
ai nostri posti siamo seduti
e seguiamo con attenzione
il professore che ci fa la lezione.
Ma nei nostri cuori e nelle nostre menti,
ci sono tanti sentimenti,
tanti ricordi e tante emozioni:
è meglio concentrarsi sulla lezione!
 
6 – Oggi è un giorno speciale,
nell’Aula Magna dobbiamo stare,
siamo qui per una Conferenza
e nessuno può mancare.
Quest’aula è rotonda,
molto grande e un po’ particolare,
ha un’acustica eccezionale,
ed ogni parola si può ascoltar.
 
7 – E che dire della Palestra?
Qui facciamo sport e ginnastica.
Ma il 27 di ogni mese
siamo tutti qui in fila, siamo in attesa
del Commissario che ci dà la paghetta
e nel nostro cappello la mette.
Possiamo prenderla e tenerla in mano?
No, proprio no, va registrata nel libretto!
 
8 – E’ una sera di Primavera,
siamo svegli e immobili nel nostro letto
ma vorremmo stare giù di sotto,
a giocare a bigliardino
o passeggiare per il giardino.
Questa stanza è grande assai,
soli non siamo mai e poi mai,
i letti a castello sono tanti
e occupati tutti quanti.
Riapriamo gli occhi e siamo proprio qui
nella nostra camerata,
ma come è cambiata!
 
Ora ci sono tante stanzette
Tutte vicine tutte carine
In ogni stanza ci sono
i servizi più cinque letti,
tutto è in ordine, tutto è perfetto,
tutto è bello,
ma non c’è più il letto a castello!
 
E allora veramente ci risvegliamo,
ci ricordiamo in che anno siamo,
morto e sepolto  è il ’59,
ora siamo nel 2009.
 
Questa mattina eravamo un po’ tristi,
questa mattina eravamo un po’ mesti,
sentivamo tanta nostalgia
ed anche un pizzico di malinconia.
 
Ma ora che la visita è quasi finita
pensiamo: non è finita la vita!
Avanti dobbiamo andare
e al nostro futuro guardare.
 
La mensa attraversiamo
Con tanti tavoli apparecchiati,
fuori noi usciamo
e vivi ci sentiamo.
 
PATRIA E ONORE
 
Guardiamo in alto, su questa ampia facciata,
in mattoni rossi costruita,
leggiamo una scritta di due sole parole:
PATRIA E ONORE.
 
Questo palazzo che si trova qui a Venezia,
l’abbiamo appena finito di visitare,
ospita le scuole della Marina Militare
e si può da lontano osservare,
sia dalla terra che dal mare.
 
Per la Patria e per l’Onore,
per queste due sole parole,
si vive, si combatte, si muore.
 
Lo sanno bene i militari
e lo sapevano i soldati certamente
che in tutte le guerre
hanno lottato, combattuto
e sono morti per liberare le loro terre:
ne sono morti tanti veramente!
 
Lo sanno bene anche tutti coloro
che in ogni tempo, luogo e nazione
hanno combattuto e combattono
ancora oggi con determinazione,
per liberare la loro Patria
dalla nemica dominazione.
 
Due sole parole: Patria e Onore!
Esse ci danno molto da pensare,
sono impresse nel nostro cuore
e non si potranno mai cancellare.
 
LA VISITA CONTINUA



 
Bello è il tempo, splendido il mare,
Venezia ci fa sempre sognare,
l’aria calda di mezzogiorno
ci avvolge tutt’intorno,
sarà forse l’odore salmastro di questa città,
ma noi siamo contenti di essere qua.
 
Con il Comandante in Seconda
E il Sottufficiale di servizio siamo,
loro ci hanno accompagnato
durante tutta la mattinata.
Qualche foto ricordo facciamo
salutiamo, ringraziamo
e verso il corpo di guardia ci dirigiamo.
 
Il solito ponticello troviamo,
a due a due con le nostre mogli lo attraversiamo
e siccome molto solenne è il momento
con le telecamere lo immortaliamo.
 
Lungo il molo passeggiamo,
al circolo M. Militare noi andiamo,
il percorso non è corto,
ci vorrà circa una mezz’oretta.
 
Un po’ stanchi noi siamo,
un po’ sete e fame abbiamo
e appena lì arriviamo
ci sediamo e ci riposiamo.
 
Le tavole sono imbandite,
l’ambiente è sobrio e pulito,
il pranzo è subito servito,
si arriva presto al dolce e al caffè.
 
Passa in fretta il pomeriggio,
per Venezia passeggiamo,
un po’ di shopping facciamo,
poi il nostro viaggio riprendiamo,
a Levico dobbiamo ritornar.
 
Ci imbarchiamo sul vaporetto,
sul molo opposto l’autobus ci aspetta,
il ritorno è un po’ strano
e quasi tutti ci appisoliamo.
 
27.09.2009 - TRENTO
 
Alle sette ci svegliamo,
ci prepariamo, colazione facciamo,
ora sono quasi le otto,
scendiamo giù di sotto.
 
Percorriamo una stradina,
per andare all’appuntamento,
c’è un po’ di nebbia stamattina,
noi facciamo una gita a Trento.
 
La nebbia cela, come se fosse un arazzo,
sia il lago di Levico che quello di Caldonazzo,
però ben presto si allarga la trama
e si intravede un bel panorama.
 
Ecco Trento circondata dai monti,
il sole si alza all’orizzonte,
è proprio una bella giornata,
adatta ad una bella passeggiata.
 
Vicino al parco, dall’autobus scendiamo,
a camminare iniziamo,
verso il centro siamo diretti,
non abbiamo nessuna fretta.
 
Grande è il Duomo ed imponente,
costruito nel 1100,
qui vi si svolse il Concilio di Trento
che cambiò la Storia e gli eventi.
 
In piazza Duomo ci fermiamo,
poi a gruppetti ci allontaniamo,
diverse strade percorriamo
e a degli stands arriviamo.
Di prodotti ce ne sono tanti,
da diverse Regioni provenienti,
vorremmo un altro viaggio fare
e le vacanze prolungare.
 
Nel pomeriggio i due laghi visitiamo,
a quello di Levico scendiamo
e a piedi al paese ritorniamo.
 
Ma la giornata non è finita,
c’è un compleanno da festeggiar.
Dopo cena c’è la torta con le candeline
e Gaetano le deve soffiar.
 
Compie settant’anni,
vissuti con impegni ed affanni,
tutti gli auguri gli facciamo
e dopo una canzone, le mani battiamo.
 
28.09.2009 - BOLZANO



 
Siamo in Alto Adige, siamo a Bolzano,
qui avvertiamo qualcosa di strano,
si parta più Tedesco che Italiano,
tutti abbiamo l’impressione
di essere in un’altra Nazione.
 
La città è bella, piccola e ordinata,
da 100 mila persone abitata,
la giriamo in lungo e in largo
in una sola mattinata.
 
La guida ci mostra ogni cosa,
il Duomo barocco del 1100,
di Federico II il monumento,
re, artista e mecenate.
Ci mostra una fontana particolare,
chiudi gli occhi e ti par di sognare:
sei in montagna e odi nitidamente
gorgoglii di ruscelletti e di sorgenti.
 
La visita proseguiamo,
di qua e di là andiamo,
ma è quasi mezzogiorno e per pranzar
al ristorante bisogna andar.
 
DA BOLZANO A BRESSANONE


 
L’autostrada del Brennero prendiamo,
monti e pianure attraversiamo,
dal finestrino il panorama guardiamo
e tante belle fattorie notiamo.
 
Sono queste i famosi Masi:
hanno due costruzioni,
una con stalla e fienile,
l’altra è la casa padronale.
Sono tutti ben curati,
tutti verdi e ben lavorati
perché i Masi chiusi.
solo dal primogenito sono ereditati:
così nel tempo sempre uguali
si sono conservati.
 
E’ l’ora di raggiungere Bressanone,
un paese che in questa Regione
è tenuto in molta considerazione:
è sede di Principato Vescovile
e gli abitanti sono circa 20 mila.
 
Attraversiamo una porticina
e ci ritroviamo in un grande giardino:
sono tante le varietà di fiori
ma tutte belle per i loro colori.
 
Questo è dei Principi Vescovi il palazzo
poi sbuchiamo in una grande piazza,
visitiamo tante belle Chiese,
ne è pieno questo paese!
 
Una cosa però abbiamo notato
in tutte quelle che abbiamo visitato:
il pavimento è al di sotto del piano stradale,
perciò devi scendere se vuoi entrar.
 
Nella piazza principale c’è una fontana,
dalla chiesa di S.G. Battista non lontana,
con un simbolismo speciale,
che fa molto pensare.
 
Si nota la mano di Dio
che ti aiuta a nascere,
tu cammini, diventi grande,
ti aiuta a crescere,
raggiungi l’apice e poi discendi
e con la stessa mano
nel Suo grembo Dio ti prende.
 
Piano piano verso l’autobus ci dirigiamo:
riprendiamo il nostro viaggio,
abbiamo comprato anche speck e formaggio.
 
Alle sette in albergo siamo tornati,
i tavoli sono già apparecchiati,
c’è musica dal vivo questa sera,
e si respira una bella atmosfera.
 
E’ una bella festa veramente,
tutto sembra più vibrante:
la cena, i balli e le canzoni,
con queste emozioni
il tempo passa velocemente.
 
Giunge l’ora dei discorsi e dei ringraziamenti,
anche un dono ricordo riceviamo,
poi gli indirizzi ci scambiamo,
ma subito a letto dobbiamo andar
perché domani mattina presto ce ne andremo,
alle nostre case ritorneremo.
 
29.09.2009 – LEVICO TERME
 
E’ mattina presto del sesto giorno,
è il momento del nostro ritorno,
il viaggio è lungo da fare,
è meglio non indugiare.
 
Saluti, nuovi ricordi ed emozioni,
baci, abbracci e commozione,
ma ci lasciamo avendo già deciso
di rivederci nel 2010.
 
Scrivere questo componimento
è stato per me un vero divertimento.
Agli organizzatori va ancora
il nostro ringraziamento.
 
Va anche un grazie e un saluto
agli “Amici di Viaggio di Napoli”.
Essi in questi giorni con noi sono stati,
ci hanno accompagnato,
insieme abbiamo viaggiato,
mangiato, riso e scherzato.
 
 
GRAZIE A TUTTI E ARRIVEDERCI!
Giannina

 
 

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